lunedì 31 ottobre 2011

Amplificare la voce (3)

Un piccolo estratto dall'articolo "La voce nel live" pubblicato nel 2010 su Backstage, a firma Gian Luca Cavallini.

Headset e lavalier
headset microfoni ad archetto nel musical Pinocchio live on stage
Pinocchio 2003: Pinocchio e Grillo Parlante con archetti custom

Esistono situazioni in cui non si possono usare microfoni palmari: gli esempi più evidenti sono musical, cabaret, teatro, convention, ma potrebbe anche trattarsi di un cantante pop/rock (Madonna, Phil Collins, Lady Gaga ecc...).
Il primo headset usato in un tour musicale di rilievo appare nel 1979: una giovanissima Kate Bush, per il primo (e unico) tour, richiede fermamente di poter ballare e muoversi liberamente mentre canta; un giovane fonico scozzese, Gordon "Gungi" Paterson, all'inizio di una incredibile carriera, realizza un headset wireless custom. Dopo breve tempo vengono prodotti i primi sistemi commerciali, il resto è storia nota.



L'utilizzo di un microfono ad archetto, soprattutto per applicazioni live ad elevato volume, comporta notevoli difficoltà. Già a livello progettuale ci si scontra con esigenze di peso e dimensioni contenute che portano inevitabilmente a compromessi; uno su tutti, l'impossibilità di fornire un efficace filtro antipop per proteggere la capsula da fiato e consonanti esplosive. Nell'uso pratico, il primo problema è il corretto posizionamento, che va fatto tenendo conto delle caratteristiche facciali del cantante e, ovviamente, delle caratteristiche direttive del microfono.

Pinocchio 2003: Gatto e Volpe con archetti custom
Soprattutto con performer che ballano, cambiano costumi, correggono il trucco e non di rado usano maschere, è piuttosto facile che l'archetto si sposti dall'hot spot identificato durante le prove; soprattutto con capsule direttive, un minimo spostamento (parliamo di millimetri) determina un cambio di timbro (oltre che di livello), a causa dell'effetto prossimità. Proprio per questo motivo, quando i volumi richiesti lo consentono, si usano generalmente capsule omnidirezionali, che hanno una tolleranza maggiore (almeno dal punto di vista timbrico) ai piccoli spostamenti e, tra l'altro, si proteggono più facilmente dal fiato, quindi possono generalmente esser posizionate un po' più vicino alla bocca. Se il palco è sufficientemente “pulito” (IEM o side appesi a volume contenuto) e i cantanti hanno una buona emissione, solitamente questa è la prima scelta.
Non è raro che, soprattutto in musical che affrontano stagioni di una certa durata, gli archetti vengano costruiti custom con filo di acciaio armonico, in modo da adattarsi nel modo migliore ai singoli performer. Un buon microfonista teatrale adotterà poi una serie di accorgimenti per fare in modo che archetto e microfono rimangano in posizione senza dar fastidio a chi lo deve indossare per molte ore tutti i giorni; esistono molti “trucchi” per aumentare l'affidabilità del sistema, proteggendo la capsula da trucco e sudore (cuffiette e anellini di gomma), il cavo, i punti di connessione, le antenne (cannucce, elastici, nastro, velcro ecc).

headset microfono archetto per musical Pinocchio live on stage
Pinocchio 2003: archetto custom
In situazioni particolarmente critiche si può usare un sistema doppio, ossia si montano su un unico archetto due capsule con due diversi trasmettitori (possibilmente posizionati distanti uno dall'altro), in modo da avere sempre uno spare in caso di malfunzionamento dovuto ad interferenze radio, problemi sulla capsula o sul cavo. Il bodypack solitamente viene posizionato sotto i costumi in apposite sacchette di stoffa fissate al corpo mediante fasce elastiche (in vita, sotto l'ascella, sullo sterno ecc.).
La prima difficoltà con cui deve fare i conti il fonico, soprattutto se i radiomicrofoni in uso sono molti, è la gestione del “on-off” dei canali; gli attori/cantanti, infatti, sono sempre microfonati anche quando escono di scena, e non possono nemmeno spostarsi dal microfono per un colpo di tosse o una qualsiasi comunicazione di servizio. Per non parlare delle prove, in cui le inevitabili esigenze di interruzione e comunicazioni “fuori copione” possono facilmente creare una confusione notevole.
Anche la gestione della dinamica è solitamente problematica, e non solo per l'impossibilità da parte dei cantanti di autogestirsi la distanza dal microfono, ma anche perchè la posizione ravvicinata ma laterale della capsula (soprattutto se cardioide) spesso mette in evidenza differenze di livello importanti addirittura sui singli fonemi (spesso le vocali E, A, I, suonano più forte di quelle chiuse, e non è raro che anche singole consonanti come la Z possano risultare problematiche). Infine, spostandosi i microfoni sulla scena, cambiano i rientri; particolarmente critica, ad esempio, è la posizione ravvicinata di due o più persone microfonate, con conseguenti filtri a pettine, eliminabili soltanto con un gran movimento di fader battuta per battuta.

headset microfono archetto per musical Pinocchio, Geppetto e Lucignolo live on stage
Pinocchio 2003: Geppetto e Lucignolo con archetti custom
Nei rari casi in cui si amplifica l'opera (spettacolo in luogo inadeguato, tipicamente all'aperto in piazze di notevoli dimensioni), solitamente si sceglie di posizionare un lavalier sulla fronte, proprio al bordo dell'attaccatura dei capelli; anche con capsule omnidirezionali, il notevole volume tipico delle voci impostate e il bassissimo volume usato nel monitoraggio (solitamente si fa un semplice riporto incrociato, un filo di voce dei cantanti all'orchestra e viceversa) consente buoni risultati senza problemi di feedback.
Problemi enormi, invece, si verificano sempre quando si decide di usare microfoni lavalier per l'amplificazione della voce parlata (convention, talk show). In questo caso il rapporto segnale/rientro è talmente sfavorevole che diventa necessario progettare un impianto di diffusione capillare, con linee di ritardo ogni quindici/venti metri.

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