lunedì 3 ottobre 2011

Fonico di palco - Tips & tricks (2)

Elio e le Storie Tese live on stage con mixer digitale Yamaha PM5d al fonico di palco
Elio e le Storie Tese summer 2010 dalla regia di palco

Direttamente dall'articolo pubblicato su Backstage, n. 2 aprile 2011, a firma Gian Luca Cavallini.
  1. Mix di riferimento: spesso i musicisti non hanno dei mix completi nei loro ascolti. Se il fonico di palco segue lo spettacolo con un preascolto incompleto, può anche non accorgersi tempestivamente di un eventuale inconveniente (un microfono caduto, un cavo staccato ecc.). Se i mix sono stati costruiti con coerenza, si può selezionare nei monitor l'AFL del master stereo, in altri casi può esser utile costruire un proprio mix di riferimento.
  2. Se i wedge non sono processati, è estremamente utile inserire un passa alto sulle uscite. L'equalizzazione dei canali di cassa e basso, probabilmente, sarà in funzione della maggior estensione disponibile su drumfill e side, ma bassissime frequenze ad alto volume potrebbero "divorare" buona parte dell'headroom disponibile sui monitor wedge tradizionali.
  3. Da quanto sopra, deriva che bisogna fare attenzione nel monitorare l'ausiliaria del drumfill...
  4. Gli equalizzatori parametrici che tutti i mixer digitali mettono a disposizione sulle uscite sono molto efficaci per il controllo dei feedback, una volta centrata la frequenza si può intervenire con attenuazioni molto selettive. Giusto per un confronto, il valore di Q 3,4 equivale all'incirca all'intervento di un terzi d'ottava.
  5. Alcuni mixer digitali consentono di linkare gli eq sulle uscite. Potrebbe esser utile per avere la possibilità di intervenire velocemente su eventuali risonanze e/o feedback, soprattutto quando ci sono tanti monitor e tanti canali a rischio.
  6. In molti casi è possibile riprendere uno strumento con un microfono diverso da quello usato per il FOH, i criteri di scelta non sempre coincidono. In ogni caso, in questo modo si ottengono ulteriori piccoli bonus, soprattutto per gli strumenti acustici di difficile amplificazione: essendo due circuiti completamente separati ed indipendenti, si elimina il feedback di somma sala/palco (tipico delle frequenze medio basse), si possono scegliere posizionamenti differenti, si possono combinare i due segnali. I casi più comuni sono pianoforte, chitarre acustiche (piezo sul palco, piezo e mic interno per la sala).
  7. Invertire la polarità o aggiungere piccoli ritardi può eliminare, senza toccare l'eq, risonanze in gamma bassa. Ovviamente questo vale soltanto quando il microfono è fermo sul palco. Ad esempio, un ritardo di 5 ms annulla una somma a 100Hz.
  8. Quanto sopra è un buon motivo per andare molto cauti nell'aggiungere plug in o processori che cambiano la latenza del segnale a soundcheck fatto...
  9. Un altro caso in cui si deve contenere la latenza su valori minimi è il monitoraggio IEM di cantanti. Un cambio di latenza (anche di un solo ms) porterà delle conseguenze nel modo in cui il cantante percepisce la propria voce (ossia nel modo in cui il segnale proveniente dalle cuffie si somma con la percezione acustica "interna").
  10. Il posizionamento dei monitor è importantissimo, soprattutto nel caso se ne utilizzino più di uno per servire un musicista. Va considerato l'angolo di dispersione verticale (non tutti i cantanti sono alti uguale), l'eventuale accoppiamento di woofer o trombe, i punti di minor sensibilità dei microfoni. Anche quando non ci sono grossi problemi di feedback, un minor rientro nei microfoni aiuta l'intelligibilità e il controllo

    seminario per fonici di palco.

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